La giunzione tra estate e autunno è la finestra in cui l’organismo è più esposto. Cosa dice l’Ayurveda su Ritu Sandhi e come attraversarla senza subirla.

C’è un fenomeno che tutti conoscono per esperienza e che quasi nessuno sa nominare.

Il raffreddore che arriva ai primi di settembre, quando fa ancora caldo. La schiena che si blocca senza un motivo apparente. L’intestino che si scombina. Il sonno che cambia carattere. L’umore che scende di un tono. La stanchezza che compare esattamente nella settimana in cui tutti tornano al lavoro.

L’Ayurveda ha un nome per questo periodo, e lo studia da millenni: Ritu Sandhi, la giunzione tra le stagioni.

Cosa dicono i testi

Ritu significa stagione, Sandhi significa giunzione o congiunzione.

Si tratta della finestra di circa due settimane in cui una stagione si chiude e la successiva si apre. I testi classici indicano questo periodo come quello di maggiore vulnerabilità dell’organismo nell’arco dell’anno.

Il motivo è che il corpo non affronta un cambiamento alla volta, ma diversi simultaneamente: temperatura interna, ritmo del sonno legato alla variazione di luce, capacità digestiva, risposta immunitaria, tono dell’umore.

Quando molti sistemi si ricalibrano nello stesso momento, la capacità di gestire un carico aggiuntivo si riduce. È per questo che in queste settimane basta poco, un colpo d’aria, una cena pesante, una notte corta, per innescare un disturbo che in altri periodi non sarebbe successo nulla.

Cosa succede nel passaggio dall’estate all’autunno

In questa specifica giunzione ci sono tre movimenti contemporanei.

Il primo: il fuoco digestivo comincia a risalire dopo il minimo estivo, ma lo fa in modo instabile. Un giorno l’appetito c’è, il giorno dopo no. È normale, ma disorienta.

Il secondo: aumenta Vata, il principio del movimento e della secchezza. L’autunno è la stagione di Vata per eccellenza, con il vento, l’aria più secca, le giornate che si accorciano. Da qui la pelle e i capelli più secchi, la tendenza al gonfiore alto e all’aria, il sonno più leggero, la mente più mobile, l’ansia che aumenta senza motivi esterni.

Il terzo: il calore accumulato in estate, Pitta, deve essere smaltito. Se resta bloccato nei tessuti, in autunno tende a manifestarsi come infiammazione, sfoghi cutanei, acidità, irritabilità.

Questi tre movimenti insieme spiegano praticamente tutti i sintomi tipici di inizio settembre.

La regola d’oro della giunzione

L’indicazione classica per i periodi di Ritu Sandhi è di una semplicità che spiazza, e va esattamente contro il nostro modo di fare.

Nella giunzione si abbandonano gradualmente le abitudini della stagione che finisce, e si introducono gradualmente quelle della stagione che comincia. Il passaggio deve essere morbido, mai brusco.

Noi facciamo l’opposto. Andiamo avanti con crudo, freddo e ritmi estivi finché il termometro non cede, e poi in un giorno cambiamo tutto: cappotto, zuppe, orari, riscaldamento.

Il corpo paga quel salto, non il freddo in sé.

In pratica: comincia adesso a scaldare, mentre fa ancora caldo. Non aspettare ottobre.

Come attraversarla, in concreto

Riduci gradualmente il crudo e il freddo, iniziando dalla sera. La cena è il pasto più sensibile in questa fase.

Anticipa la cena. Entro le diciannove e trenta se possibile, e più leggera di quanto sei abituata.

Aggiungi grassi buoni. Vata si calma con l’unzione. Olio extravergine, ghee, semi oleosi, frutta secca ammollata.

Introduci i sapori dolce, acido e salato, che riducono Vata, e limita amaro, astringente e piccante in eccesso.

Passa ai cereali della stagione. Il riso rosso, in particolare, è un ottimo cereale per questo periodo: nutriente, riscaldante, ben tollerato.

Massaggia i piedi con olio di sesamo tiepido prima di dormire. Due o tre minuti per piede. È forse il gesto più efficace contro l’aggravamento di Vata.

Esponiti alla luce naturale entro un’ora dal risveglio. È quello che risincronizza l’orologio interno mentre la luce cambia, e determina la qualità del sonno serale.

Anticipa l’ora in cui vai a dormire, anche solo di venti minuti alla settimana, seguendo l’accorciarsi delle giornate.

Riduci gli stimoli della sera. Schermi, notizie, discussioni, allenamenti intensi dopo cena. In un periodo in cui Vata sale, la sovrastimolazione serale si paga direttamente sul sonno.

Accorgersi prima

C’è una differenza sostanziale tra attraversare un cambiamento e subirlo.

Chi si accorge che sta cambiando la luce, che ha più freddo la sera, che gli viene voglia di cose calde, e comincia ad assecondare, non fa nessuna fatica. Sta seguendo una direzione che il corpo ha già preso.

Chi va avanti come a luglio finché non si ammala, si trova a rincorrere.

Stessa stagione, stesso clima, due esperienze completamente diverse. La differenza non è la disciplina, è l’ascolto.

L’Ayurveda, tolta tutta la terminologia sanscrita, è essenzialmente questo: un sistema strutturato per accorgersi prima. Prima che il sintomo diventi una diagnosi. Prima che la stanchezza diventi esaurimento. Prima che il gonfiore diventi la cosa che decide come ti vesti e quali inviti accetti.

Le prossime due settimane sono la finestra giusta. Non serve fare molto. Serve iniziare adesso.